Terracina è...di cronaca
mercoledì 18 aprile 2012
'La jatta nera' di Teresa Palmacci torna a miagolare e a far ridere di cuore.
Dal piccolo oratorio della chiesa di San Domenico Savio al cinema-teatro Traiano, sempre a Terracina: 'La jatta nera' diTeresa Palmacci ne ha fatta di strada, in barba a chi dice che il felino dal pelo corvino porti sfortuna. La brava e talentuosa Teresa Palmacci, attrice, sceneggiatrice e regista, ha deciso di scommetterci su 'La jatta nera' e a circa sette anni dall'esordio riporta in scena l'esilarante commedia in due atti comici in puro dialetto terracinese. L'appuntamento, di quelli da non perdere, e chi ha visto gli altri spettacoli lo sa bene, è per domani 19 e venerdì 20 aprile alle ore 21 sul palco del cinema-teatro Traiano di Luca Renzelli. La compagnia teatrale 'La Cultura del Dare', diventata oramai una famiglia allargata, a grande richiesta torna a esibirsi coniugando comicità e solidarietà.''La jatta nera mia non porta sfiga'' dichiara convinta Teresa Palmacci. E non può che essere così, considerando che il percorso artistico di successo della compagnia, iniziato proprio con questa commedia, sta consentendo a Erik Simion Jossias Guambe, un giovane studente del Mozambico, di realizzare il suo sogno di laurearsi in Medicina per aiutare la sua stessa terra. ''Seguiamo le orme di fratello Alfredo'' ripete sempre Teresa. Tra l'altro saranno devoluti dei soldi anche a 'Medici Senza Frontiere'. E quando ridere serve ad aiutare il prossimo, quelle risate fanno ancora meglio al cuore. E di risate non ne mancheranno domani e venerdì sera, grazie alla sceneggiatura della Palmacci e al cast,come sempre bravissimo: Bruno Maragoni, Norberto Fedele, Patrizia Coccia, Antonella Alla, Valentina Della Fornace, Loredana Ceci, Gino Rocci, Fabiana Marangoni, Nicola Bonavita e Aurora Del Monte. La suggeritrice è Anna Maietti, l’organizzazione generale è di Giorgio Marzullo, fonico Piero Recchia e alle scenografie Rita Persichini, Salvatore Gernetti e Pietro Marigliani.
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Cultura
Va in tilt il motore dei gas anestetici, saltano le operazioni chirurgiche.
Chiamiamola sfortuna o molto più razionalmente usura provocata dal trascorrere del tempo. Sta di fatto che questo non è proprio un periodo tanto roseo per le attrezzature dell'ospedale 'Alfredo Fiorini' di Terracina. L'ultima 'vittima' caduta sul campo di battaglia in ordine di tempo è il motore che serve ad aspirare i gas anestetici della camera operatoria. Non un pezzo qualunque, insomma, del quale se ne possa fare facilmente a meno nel corso di un intervento chirurgico. Tanto è vero che nel momento in cui gli addetti ai lavori hanno riscontrato il guasto, per l'esattezza nel pomeriggio di lunedì scorso, gli interventi chirurgici che erano stati già programmati per la giornata di ieri sono slittati. L'intervento del tecnico per riportare la situazione nella norma era previsto per ieri, di conseguenza già per oggi la situazione dovrebbe essere tornata sotto controllo così da poter riprendere in mano la normale lista degli interventi chirurgici programmati. Anche perché, come sempre accade in questi casi, a farne le spese sono inevitabilmente gli utenti. E da qualche tempo le persone che si rivolgono al 'Fiorini' hanno dovuto fare i conti con la Tac messa k.o. dal tubo radiogeno esaurito, con il mammografo guasto e con lo sviluppatore delle lastre andato in tilt. Per l'apparecchio della Tac il grave disagio va avanti oramai da settimane e purtroppo a oggi ancora non si avrebbero notizie certe e confortanti su quando tornerà a funzionare. Basterà dire, per farsene una vaga idea, che forse il tubo radiogeno adatto a sostituire quello esaurito è stato intercettato in quel del Sud-America, ma ancora non ci sarebbero conferme definitive. E così continuano le trasferte forsennate dei sanitari del 118, a volte vere e proprie corse contro il tempo per salvare la vita ai pazienti che trasportano, soprattutto traumatizzati che avrebbero bisogno di essere sottoposti in tempi urgenti alla Tac e che, invece, devono vedere allungarsi l'attesa. Una situazione ai limiti del grottesco che rischia di diventare estremamente pericolosa. Una sorta di piccolo gigante dai piedi di argilla, dove il potenziamento e il miglioramento dei servizi, soprattutto dopo l'arrivo delle specializzazioni universitarie, ancora molto poco si coniuga con le attrezzature e i macchinari che sono rimasti alla data di inaugurazione dell' Alfredo Fiorini'.
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Sanità
lunedì 26 marzo 2012
Ascom Terracina: ''Commercianti isolati dall'isola pedonale''.
Mentre il Comune plaude al successo di pubblico della prima domenica di isola pedonale su viale della Vittoria e invita tutti al secondoappuntamento di domani (orario ridotto dalle 16 alle 20 per il premioFalcone), l'Ascom Terracina interviene con una nota dal titolo '(I)solati'. L'affondo dell'associazione è netto quando commenta le modalità con cui si è svolta la prima domenica di isolapedonale come ''incapacità e mancanza di rispetto neiconfronti di chi quel provvedimento non poteva prevedere e forsenemmeno condivide''. ''In una città come la nostra dovel'auto occupa tutti gli spazi, all'improvviso, senza un'adeguatacampagna di informazione, si chiude una strada che taglia in due ilsenso della circolazione stradale, mandando nel caos le stradelaterali''. In ''una città che avrebbe bisogno di benaltri interventi, si trascura l'interesse generale per accontentaregli amici e gli amici degli amici''.''Così facendo sistravolge l'idea stessa di isola pedonale-continua l'Ascom Terracina-che non può essere itinerante, provvisoria, stagionale. Si abbia ilcoraggio di scegliere una volta per tutte una parte della città dovenon far circolare le auto, la si arredi adeguatamente, la si servacon una rete di trasporti urbani, la si elegga a 'Isola' dove ipedoni siano sovrani''. Consigliano di ''vedere quelloche centinaia di Comuni sul territorio nazionale hanno deciso damolti anni, con tutti i benefici che ne derivano per le persone''.Quanto alle attività commerciali, ''hanno bisogno di servizi,di regolarità, di stabilità e non di provvedimenti fantasiosi''.La sensazione che ha l'Ascom è che ''cambiano i suonatori mala musica è sempre la stessa''.
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Proteste
venerdì 23 marzo 2012
Vigili stagionali, quest'anno arrivano prima.
Quella 2012 nondovrebbe essere una stagione estiva...di passione per gli sparutivigili urbani in servizio a Terracina. Merito dei 14 agentistagionali che quest'anno dovrebbero arrivare in netto anticiporispetto all'anno scorso, addirittura quattro mesi prima. Il sindacoNicola Procaccini ha, infatti, annunciato che gli stagionalientreranno in servizio a partire dal prossimo 1° aprile, e speriamoche non si tratti del più classico dei pesci d'aprile. Nel 2011 ivigili arrivati primi nella graduatoria del concorso che si erasvolto in piena estate avevano cominciato a lavorare praticamente ilgiorno prima di ferragosto, a stagione estiva finita dunque. Eranorimasti in servizio fino all'inizio di settembre per una spesacomplessiva di poco più di 40 mila euro. Quest'anno, invece, le cosedovrebbero andare diversamente. Nei giorni scorsi c'è stato unincontro tra il primo cittadino, il comandante della poliziamunicipale Vincenzo Pecchia e la dottoressa Ada Nasti nel quale sonostati...dati i numeri, nel senso letterale del termine: dal 1°aprile arriveranno i 14 agenti stagionali che dovrebbero lavorare perun periodo di 6 mesi, ai quali dovrebbero aggiungersi almeno 4ausiliari del traffico pescati dalla liste del Centro per l'Impiego,l'ex Ufficio di collocamento per capirsi. Senza dimenticare ilcontributo degli ex autisti dei mezzi pubblici che fanno multe 12mesi no stop. Ma potrebbe esserci anche un'altra novità cheriguarderebbe l'impiego di almeno un paio di operai che sioccuperebbero della cartellonistica stradale, delle strisce sbiadite,pagati con gli introiti delle contravvenzioni. ''Noi siamol'anello di congiunzione tra l'amministrazione e lacittadinanza-commenta il comandante Pecchia-Le intenzioni del sindacosono estremamente positive perché così si potrà dare un grossoservizio agli utenti''.
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Interni
Molotov contro un'auto, fermato l'esecutore ma si cercano i mandanti.
Da ieri un disoccupato di mezza età di Terracina si trova nel carcere di via Aspromonte, a Latina, fermato come indiziato di delitto.L'accusa è danneggiamento seguito da incendio e detenzione di ordigno incendiario. A fermarlo sono stati i carabinieri del Norm della Compagnia di Terracina, agli ordini del tenente Mario Giacona,che hanno identificato il tizio dopo aver attentamente osservato i filmati del sistema di video-sorveglianza della palazzina presa di mira in via delle Arene. Gli inquirenti ritengono che il reale obiettivo dell'attentato incendiario fosse la Fiat Punto parcheggiata in un cortile condominiale, di proprietà della segretaria dell’imprenditore che nel giugno del 2010 aveva denunciato un presunto giro di usura milionario a Terracina, portando all’arresto di ben sette persone. Per la donna e la sua famiglia si tratta del terzo episodio inquietante che ha avuto a che fare con il fuoco.Tornando alla cronaca dell'altra sera, l'uomo fermato è entrato in azione intorno alle 21 di lunedì, spostandosi su una bicicletta.Deve aver scelto un momento in cui lungo la strada non passava nessuno e così, armato di una bottiglia di birra chiusa da uno stoppino imbevuto di benzina, ha raggiunto il cancello, ha adocchiato la Fiat Punto e ha lanciato la molotov. Ma aveva preso male la mira,visto che l'ordigno ha colpito il muro innescando un incendio che ha soltanto annerito la facciata. Subito i proprietari sono scesi e,armati di estintore, hanno domato il rogo. Poi hanno chiamato i carabinieri del Norm che hanno immediatamente avviato le indagini del caso. Nella giornata di ieri i militari del tenente Giacona sono arrivati al disoccupato, considerato l'esecutore dell'attentato ma non certo il mandante: è a lui, o a loro, che i carabinieri vogliono arrivare. Nel dicembre 2010 un rogo doloso aveva danneggiato la Renault Espace della donna e la Fiat Panda aziendale in uso al marito, entrambe posteggiate nello stesso cortile. Pochi mesi dopo una bottiglia molotov inesplosa era stata trovata sotto la ruota di una Fiat 500 parcheggiata fuori il cancello della stessa palazzina.Senza dimenticare le lettere anonime del famigerato Pasquino finite anche nella cassetta della posta della donna, così come in quella di mezza Terracina.
Bottiglia molotov contro la Fiat Punto della segretaria dell'imprenditore di Terracina presunta vittima di strozzinaggio, i carabinieri continuano a indagare per arrivare ai mandanti dell'attentato incendiario. Fin da subito c'era stato il forte sospetto che si fosse trattato di un episodio su commissione e che il 50enne disoccupato che lunedì sera aveva lanciato la bottiglia di birra riempita di benzina nel cortile condominiale di via delle Arene ne fosse stato l'esecutore materiale,pagato e mandato lì da qualcun altro. Per il momento, però, dietro le sbarre è finito soltanto lui, Ennio S., disoccupato del posto,già noto alle forze dell'ordine per questioni di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari del tenente Mario Giacona sono arrivati a lui visionando i filmati delle telecamere, e di certo non poteva sfuggire questa sagoma arrivata in sella a una bicicletta e intenta a scagliare l'ordigno artigianale contro la Fiat Punto della donna.Salvo, poi, sbagliare mira e prendere la parete dell'edificio. I militari hanno fermato Ennio S. martedì scorso come indiziato di delitto perché ci sarebbero stati i presupposti per la fuga.L'accusa è danneggiamento seguito da incendio e detenzione di ordigno incendiario. L'uomo, assistito dall'avvocato Vincenzo Cantagalli, sarà presto sottoposto all'interrogatorio di convalida da parte del gip. Gli inquirenti sperano che il 50enne possa fornire elementi utili a portare le indagini a una svolta, arrivando a chi probabilmente ha ideato e commissionato l'episodio incendiario. Al momento non si esclude che il grave episodio possa essere maturato nell'ambito della vicenda legata all'imprenditore che nel giugno 2010 denunciò ai carabinieri un presunto giro di strozzo che portò all'arresto di svariati personaggi del posto.
Bottiglia molotov contro la Fiat Punto della segretaria dell'imprenditore di Terracina presunta vittima di strozzinaggio, i carabinieri continuano a indagare per arrivare ai mandanti dell'attentato incendiario. Fin da subito c'era stato il forte sospetto che si fosse trattato di un episodio su commissione e che il 50enne disoccupato che lunedì sera aveva lanciato la bottiglia di birra riempita di benzina nel cortile condominiale di via delle Arene ne fosse stato l'esecutore materiale,pagato e mandato lì da qualcun altro. Per il momento, però, dietro le sbarre è finito soltanto lui, Ennio S., disoccupato del posto,già noto alle forze dell'ordine per questioni di spaccio di sostanze stupefacenti. I militari del tenente Mario Giacona sono arrivati a lui visionando i filmati delle telecamere, e di certo non poteva sfuggire questa sagoma arrivata in sella a una bicicletta e intenta a scagliare l'ordigno artigianale contro la Fiat Punto della donna.Salvo, poi, sbagliare mira e prendere la parete dell'edificio. I militari hanno fermato Ennio S. martedì scorso come indiziato di delitto perché ci sarebbero stati i presupposti per la fuga.L'accusa è danneggiamento seguito da incendio e detenzione di ordigno incendiario. L'uomo, assistito dall'avvocato Vincenzo Cantagalli, sarà presto sottoposto all'interrogatorio di convalida da parte del gip. Gli inquirenti sperano che il 50enne possa fornire elementi utili a portare le indagini a una svolta, arrivando a chi probabilmente ha ideato e commissionato l'episodio incendiario. Al momento non si esclude che il grave episodio possa essere maturato nell'ambito della vicenda legata all'imprenditore che nel giugno 2010 denunciò ai carabinieri un presunto giro di strozzo che portò all'arresto di svariati personaggi del posto.
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Cronaca
Sette navi per avvicinare Terracina alle isole ponziane.
La Snip e la Snap con il Carloforte, la Maria Maddalena e la nave veloce Ischiamar II. La Libera Navigazione del Golfo con il Salernojet e il catamarano Zenit. La Capitan Morgan con Ischiamar III. Infine l'Alicost con la sua Raid. Insomma: a partire gradualmente dalla metà di marzo nel porto di Terracina sarà un via vai di traghetti e,soprattutto, di mezzi veloci che renderanno ancora più rapidi e frequenti i collegamenti tra il comune pontino e le perle del mar Tirreno, Ponza e Ventotene. Come a dire che il prossimo volto del porto di Terracina sarà sempre più turistico a tutti gli effetti,con un movimento di passeggeri particolarmente intenso capace di far smuovere un indotto economico molto interessante. Che il porto stia perdendo la sua originaria vocazione di scalo solo commerciale diventando un punto di riferimento imprescindibile per i turisti che s'imbarcano alla volta delle isole ponziane? Sembrerebbe proprio di sì, stando almeno alla flotta che a breve arriverà. Ben sette imbarcazioni, delle quali due traghetti e cinque tra catamarani e monocarene, ciascuno capace di trasportare all'incirca 300 passeggeri. Si riconfermano i mezzi delle ponziane Snip e Snap, con gli onnipresenti Carloforte e Maria Maddalena e il ritorno dell' Ischiamar II che mancava da qualche tempo.Altra conferma per la società della famiglia sorrentina degli Aponte che dalla fine di marzo raggiungerà Ponza e Ventotene con la monocarena veloce Salernojet alla quale da luglio si affiancherà anche lo Zenit, un catamarano a idrogetto con capienza di 330 passeggeri e una velocità di 40 nodi. Poi le due newentry, anche queste campane, della Capita Morgan e dell'Alicost. ''Se l'anno scorso in circa tre mesi abbiamo movimentato 80 mila passeggeri, quest'anno potremmo movimentarne almeno 150 mila'' afferma il comandante del porto FlorianaSegreto. Di queste sette imbarcazioni, per ovvie questioni di spazio soltanto cinque potranno attraccare lungo la banchina, mentre due(Ischiamar III e Raid) effettueranno le operazioni di carico e scarico passeggeri e poi usciranno dal porto. Dopo un periodo in cui il porto era stato una sorta di mortorio, si preannunciano tempi decisamente più movimentati. Chi di dovere non dovrebbe perdere un'occasione così ghiotta, facendo sì che i potenziali passeggeri trovino un porto che sia davvero a misura loro.
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Bianca
martedì 13 marzo 2012
Amelia Feragnoli, agrimanager da...IV gamma.

Da sempre sono l'altràmetà del cielo, e adesso anche dei 'campi' dove germoglianoidee, progetti e risultati vincenti. Sono le donne dal pollice verde,quelle che gestiscono ben il 17% delle aziende agricole italiane.Vere agri-manager, dal piglio deciso quanto basta senza maidimenticare mai la sensibilità tipica dell'universo femminile Eanche di quella ne hanno fatto un asso nella manica. Ne sa certamentequalcosa Amelia Feragnoli, che a 39 anni è direttore generaledell'azienda di famiglia insieme con il fratello Marco e il maritoCesare Di Pinto. C'è anche lei tra le donne agri-manager al centrodi un'inchiesta pubblicata questa settimana su 'Io Donna', ilsettimanale femminile del 'Corriere della sera'. Donnepreparate, qualificate, con il curriculum pieno zeppo di master especializzazioni che hanno deciso di metterli, e mettersi, adisposizione dell'azienda agricola di famiglia, coniugando latradizione e l'esigenza di stare sempre al passo con i tempi. Anchecon quelli di cui hanno bisogno le verdure per crescere e arrivareottime e fresche sulla tavola dei consumatori. Oramai è risaputo chel'insalata dell'azienda Feragnoli, a Borgo Hermada, immersa nellacampagna della Migliara 57, crea posti di lavoro da quando èscesa...in campo negli anni '60. Luciano e Anna, i capostipiti, hannoavuto la lungimiranza di guardare avanti e di scommettere, quandonessuno lo avrebbe fatto, sui prodotti della quarta gamma, verduregià confezionate, con la particolarità che l'azienda segue ognifase della filiera cominciando dalla produzione e terminando con laconsegna al cliente. Così si dà un bel taglio ai costi e simantiene un carattere competitivo garantendo lavoro in un momento ein un territorio in cui ce n'è sempre meno. A oggi l'aziendaFeragnoli conta 80 dipendenti e di questi ben l'80% è costituito dadonne. Tutte più che ben rappresentate da Amelia che, dopo la laureain Scienze politiche internazionali, ha deciso di prendere le redinidell'impresa fondata dai genitori. ''Per lanostra azienda la parola filosofia diventa sinonimo di passione, unapassione verso i prodotti della terra e le migliori tradizionicontadine che, oggi, supportata da una tecnologia all’avanguardia euna filiera basata su normative scrupolose normative ci permette dilavorare seguendo l’ideale di portare sulle tavole dei consumatoriprodotti di qualità, ottimi sia da un punto di vista organoletticoche nutrizionale. Una mission aziendale impegnativa, perseguita da unteam dirigenziale giovane, preparato e dinamico'' ci diceAmelia Feragnoli. E' orgogliosa di quello che prima di lei hannofatto i suoi genitori e di ciò che adesso fa lei in prima persona,con la collaborazione preziosa del fratello e del marito. Perchèl'azienda Feragnoli è innanzitutto una famiglia e, come in ognifamiglia che si rispetti, la donna ha un ruolo chiave.
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Bianca
Tentata rapina al bar del centro storico alto, un arresto.
Aveva da poco chiuso il bar e stava mettendo in ordine il locale prima di tornarsene a casa. Ma purtroppo la serata ha avuto uno spiacevole fuori programma per il proprietario del 'Bar del Duomo', storico locale in piazza Municipio, parte alta di Terracina. Un extracomunitario clandestino ha cercato di entrare minacciandolo con un coltello lungo almeno 20 centimetri, con il chiaro scopo di rapinarlo dell'incasso della giornata. Ma il signor Angelo, questo il nome del padrone dell'attività commerciale, ha mantenuto il sangue freddo e ha allertato i carabinieri i quali, giunti sul posto, hanno acciuffato l'aspirante rapinatore, che era fuggito, e lo hanno arrestato per tentata rapina a mano armata. L'episodio è successo domenica verso le 21, quando in piazza Municipio era già calato il silenzio tipico delle serate invernali. Deve aver approfittato proprio di questo M.S., il 26enne bengalese che all'improvviso si è materializzato davanti la porta a vetri del bar. Probabile che il signor Angelo deve averlo scambiato per un cliente fuori tempo massimo per poi cambiare immediatamente idea quando si è accorto dell'espressione minacciosa dell'extracomunitario. Per risultare più convincente ha anche sfoderato una lama di venti centimetri almeno, intimando al proprietario del locale di aprirgli perché lui, da lì, non se ne sarebbe andato di certo. Ma il gestore del 'Bar del Duomo' non si è lasciato intimorire e, mentre l'altro continuava a urlare e sbattere sulla porta d'ingresso, lui ha chiamato i carabinieri. In pochi minuti una gazzella della stazione, con a bordo i militari diretti dal luogotenente Biagio Fellico, ha raggiunto il posto. Alla loro vista il bengalese se l'è data a gambe gettando a terra il coltello, poi ritrovato dai carabinieri. L'inseguimento è durato poco, il tempo necessario per acciuffare il giovane straniero e arrestarlo. Adesso si trova rinchiuso nel carcere di Latina a disposizione dell'autorità giudiziaria.
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Cronaca
venerdì 9 marzo 2012
Aveva più di un milione di euro in banca, ora campa con 800 euro di pensione. Denuncia in Procura di un anziano.
Dormiva su sette cuscini sicuro che la sua sarebbe stata una vecchiaia più che serena. Fino a quando ha scoperto di essere rimasto senza nulla in banca e che avrebbe dovuto campare con una pensione minima. Niente a che vedere con il milione e mezzo di euro circa che l'83enne pensava di aver messo al sicuro adottando i consigli di quel direttore di cui si fidava ciecamente. Una storia gravissima finita sul tavolo del procuratore di Latina affinchè faccia luce e restituisca un minimo di serenità al protagonista della brutta vicenda. Professionista in Libia in passato, l'anziano era riuscito a mettere da parte un capitale cospicuo, soprattutto grazie a una serie di bonifici statali che tra il 2003 e il 2004 gli avevano fruttato oltre un milione di euro. Ma già prima l'uomo aveva acquistato titoli di valore affidandoli all'allora direttore dell'agenzia di San Felice Circeo di una nota banca, aprendo conti correnti intestati a se, alla moglie e alla sorella. Nel 2003 il direttore 'amico' viene messo a capo della filiale di Terracina della stessa banca e consiglia all'anziano di trasferire lì conti e titoli, così che quel milione e più di euro finisce, o avrebbe dovuto farlo, nell'istituto di credito terracinese. Il direttore raccomanda al cliente di rivolgersi a lui per qualsiasi cosa e lo tiene al corrente dell'andamento dei titoli con dei report da lui stesso firmati con i saldi delle varie operazioni. Nel 2008 il dirigente diventa direttore di un'altra banca, sempre a Terracina, e anche stavolta trasferisce lì i conti dell'anziano e di sua moglie.Convinto di non avere problemi di liquidità, l'83enne comincia a preoccuparsi quando, tra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2012, inizia ad avere grane con i prelievi. Il direttore 'amico' prima lo rassicura che sono problemi tecnici e poi che è stato vittima di una clonazione della carta di credito,che gli viene ritirata. Ma il cliente comincia a nutrire sospetti,soprattutto dopo aver ricevuto dal dirigente un nuovo carnet di assegni senza il primo. Decide di rivolgersi a dei legali che all'inizio di febbraio lo accompagnano nella sede centrale dell'istituto di credito, dove il dirigente aveva assicurato di aver trasferito i titoli. Ma qui scoprono che già da circa un anno il famigerato 'direttore' della filiale di Terracina non lo era più, pur continuando ad occupare la stanza con la targa 'Direzione'.E vengono a scoprire che presso di loro non era mai esistito il dossier titoli di oltre un milione di euro e che a nome dell'83enne e di sua moglie c'erano solo un paio di conti correnti di poche centinaia di euro. E tutti quei report sulle transazioni dei titoli?Fogli stampati su modelli in uso presso la banca ma falsificati o manomessi. E così i legali si presentano anche presso la banca dove il tizio era stato direttore fimo al 2008 e scoprono che il dossier titoli era stato chiuso nel 2009 e i titoli tutti venduti e mai trasferiti nell'altro istituto di credito. I risparmi di una vita spariti nel nulla, per colpa di chi è quello che vogliono sapere le vittime e i legali che hanno richiesto una corposa documentazione alle tre banche non ricevendo ancora nulla. Nei giorni scorsi hanno depositato una formale querela presso la procura di Latina chiedendo il sequestro di tutti i conti correnti e titoli aperti e di ogni altro documento bancario. Indicano come ipotesi di reato la truffa aggravata, il falso e l'appropriazione indebita a carico dell’ex direttore di banca e di chiunque altro dipendente e funzionario delle tre banche per cui si rilevassero responsabilità.Il dubbio forte degli avvocati è che ci si trovi di fronte a un vero e proprio 'sistema'.
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Giudiziaria
Una grotta su Pisco Montano e rispunta la Fonte di Nettuno.
Quelle acque definite nel Settecento ''sulfuree, putanti evelenose'' erano cadute nell'oblio da quando nel 1839 il Comunedi Terracina decise di chiudere per sempre quella cavità per evitareche i viandanti assetati vi si abbeverassero, andando incontro a unamorte sicura e dolorosa. Ma evidentemente quella sorgente, la 'Fons Neptunius', era rimasta soltanto nascosta e non chiusa per sempre visto che nei giorni scorsi è tornata alla luce nell'area di Pisco Montano per opera del gruppo di archeologi (A.Blanco, G.Patti, D.Rosee A.Vella) coordinati dal funzionario responsabile NicolettaCassieri. Da Terracina arriva, dunque, una nuova importante scoperta archeologica grazie alla stretta collaborazione tra l'amministrazione comunale e la Soprintendenza dei Beni Archeologici per il Lazio,affidata a Marina Sapelli Ragni. A pochi metri da Porta Napoletana gli esperti hanno individuato i resti del 'Fons Neptunius', una sorgente nota già alle fonti letterarie d’epoca romana per le proprietà mefitiche delle sue acque. La sua presenza è, infatti, attestata sin dall' epoca antica, tanto che sene conserva la memoria dal 1300 fino alla fine del XIX secolo. La ricerca degli archeologi è stata motivata dall'alto valore archeologico e geologico di Pisco Montano partendo da una parete di roccia che presenta i fori tipici provocati dai litodomi, molluschimarini che testimoniano l’antico livello del mare tra i 100 mila e i 150 mila anni fa. Il gruppo di specialisti ha deciso di studiare il rapporto esistente tra questa parete e il grande taglio roccioso di epoca romana, realizzato per consentire il passaggio della via Appia costiera, scoprendo un’inaspettata grotta levigata nella parte inferiore dal lungo fluire d’acqua di una sorgente, che vi haricavato un piccolo alveo, mentre il fondo risulta ostruito da numerosi blocchi, in parte crollati dalla volta, in parte collocati artificialmente. Non c’è dubbio che si tratti della fonte di Nettuno, già chiusa ai tempi dell’imperatore Augusto, come ci dice l’architetto Vitruvio, per evitare ai viandanti inconsapevoli diberne le acque e perdere la vita. Ma evidentemente la sua cattivafama e il toponimo di 'Aquae Neptuniae' sopravvissero alla sua chiusura rimanendo nota agli eruditi finché nel Settecento le sue acque risgorgarono. Fu così che nel 1839 il Comune di Terracina decise nuovamente di richiuderla. Da allora l’oblio. Scoperta nella scoperta:all'interno si ritrovano alcuni simboli graffiti sulla roccia, per l'esattezza quattro coltelli, un’ 'hedera',una palmetta e altri segni di difficile interpretazione, tuttiprotetti originariamente da una piccola struttura (un altare o unatettoia) di cui rimangono soltanto gli incassi. Tutto lascia supporre che si tratti di un piccolo sacello e i misteriosi graffiti sono probabilmente da attribuire ad un ambito sacro-religioso, ma è proprio a causa dell’unicità del rinvenimento che il significato esatto ancora sfugge. L'intera area andrebbe valutata come merita visto che Pisco Montano è uno dei più imponenti cantieri a cieloaperto dell’antichità.
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Bianca
Fiaccole accese e giustizia per Lello e per le altre vittime della strada.
Un corteo silenzioso,dove il silenzio ha fatto più rumore di tante parole. Erano centinaia le persone che martedì sera a Terracina hanno partecipatoalla fiaccolata in memoria di Raffaele Vertolomo, della piccola Penelope, di Davide Nocella e di tutte le altre vite spezzate da automobilisti ubriachi. E' stato anche un modo per stringersi attorno a Margherita Marasca, la giovane moglie di Lello, ancora ricoverata a Latina, in un attimo rimasta senza il compagno e senza la loro dolcissima creatura. Tanti gli slogan scanditi sui cartelloni,soprattutto scritte che invocano giustizia e che chiedono una pena esemplare per chi, mettendosi alla guida ubriaco, è come se imbracciasse un fucile carico. La fiaccolata è cominciata alle 21 e ha percorso le vie centrali di Terracina concludendosi in piazzal eLido dov'era stato allestito un palco sul quale sono saliti i famigliari di Lello e Margherita che hanno espresso tutto il lorodolore e la loro rabbia. C'erano anche il sindaco Nicola Procaccini e Giovanni Delle Cave, vicepresidente nazionale di 'Vittime della strada'. Soprattutto c'erano tanti giovani, tanti Lello e Margherita, che hanno voluto gridare in silenzio il loro 'basta' alle stragi sulla strada, troppe volte rimaste impunite.
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Bianca
Aule strette, studenti ospitati dalla chiesa.
A compensare i ristretti spazi didattici del 'Fiorini' ci pensa la chiesa del 'Santissimo Salvatore' che da martedì eper i prossimi tre mesi ospiterà gli studenti del corso di laurea inScienze Infermieristiche dell’Università La Sapienza polo diTerracina. Don Luigi Salvatore ha messo a disposizione l’aula DanteAlighieri della parrocchia che, seppure in via provvisoria,considerato il sovraffollamento del 'Fiorini', offrirà ai corsisti un luogo capiente dove trovare un posto sicuro per seguire le lezioni, senza rischiare di rimanere in piedi. Un inconveniente,anzi, un disagio spesse volte accaduto in ospedale, dove gli spazi didattici risultano oramai troppo stretti rispetto al numero degli studenti che frequentano il corso. ''Ringrazio – afferma il rettore del corso di laurea Gianfranco Raimondi – per l’impegno e il risultato ottenuto sia l’assessore Gianfranco Azzola sia il presidente dell’associazione 'AnnaLaura' Ettorina Michelazzo. Assessore e presidente si sono fatti promotori attivi dell’iniziativa e seguito personalmente la questione fino a farci raggiungere questo risultato, insperato fino qualche mese fa''.''La realizzazione di questo progetto è stata possibile –sostiene l’assessore Gianfranco Azzola - per tanti fattori che si sono determinati, soprattutto riguardo alle persone intervenute. Un’iniziativa che ha visto da subito un interesse positivo per molteplici aspetti. Prima di tutto, noi crediamo che l'università sia una risorsa per il territorio, un’opportunità per tutti e soprattutto per la città, e sistemare logisticamente gli studenti significava consentire loro di continuare l’intrapreso percorso nelmigliore dei modi. E’ poi anche una opportunità sociale,istituzionale e commerciale per le attività del centro, che da ieri mattina vedono altri 100 ragazzi fruire dei loro servizi: bar,ristorazione, copisterie...''.''E’ stato un appuntamento importante quello di ieri (martedì, ndr) - sostiene Ettorina Michelazzo presidente dell’associazione 'AnnaLaura'- perchè è il frutto di una serie di iniziative e buoni rapporti instaurati tra il mondo dell'istituzione universitaria e l'amministrazione comunale. Micorre infine l’obbligo di trasmettere un particolare ringraziamento al parroco, Luigi Salvatore, per la sua preziosa collaborazione''.Studenti 'ospitati', dunque, in attesa che in città sorgano strutture ad hoc per loro. Perchè se Terracina vuole essere una vera città universitaria, deve diventarlo anche sul piano delle infrastrutture.
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Bianca
martedì 6 marzo 2012
Tragico schianto sulla Pantani da Basso, muoiono un giovane sposo e la sua creatura non ancora nata.


Un meraviglioso sogno d'amore finito tragicamente. Ieri verso le 19e30 il destino ha riservato la sorpresa peggiore a Raffaele Vertolomo e Margherita Marasca, una giovane coppia di sposi di Terracina rispettivamente di 33 e 28 anni, che tra qualche mese avrebbe realizzato un altro importante progetto: diventare genitori. E invece tutti i sogni dei due ragazzi si sono infranti sulla Pantani da Basso, a Terracina,contro il muso di una Bmw vecchio modello che per cause ancora in fase di accertamento avrebbe perso il controllo e invaso la corsia opposta prendendo in pieno la piccola utilitaria con a bordo la coppia: il ragazzo è stato soccorso e trasportato all'ospedale di Terracina dov'è morto poco dopo, mentre la moglie è stata trasferita al 'Santa Maria Goretti' di Latina dove i medici,per quanto abbiano fatto, non hanno potuto salvare il bambino. Al volante dell'altra auto c'era un cittadino rumeno, ora ricoverato al 'Fiorini': per lui gli agenti della stradale di Latina, che stanno ricostruendo la dinamica del terribile incidente,hanno richiesto la rilevazione del tasso alcolemico. Gli agenti devono aver avuto motivi più che validi per voler sottoporre lo straniero al test dell'alcool, per verificare se la causa della tragedia possa essere stato un bicchiere di troppo mandato giù dal rumeno. Dalle prime informazioni sembra che la Smart con a bordo Raffaele e Margherita stesse percorrendo la Pantani da Basso dirigendosi verso Terracina, mentre la Bmw del rumeno viaggiava nel senso opposto. Lo schianto è avvenuto in un punto in cui la strada curva leggermente, una curva resa pericolosamente scivolosa dalla tanta pioggia venuta giù ieri sera. All'improvviso le due auto si sono avvicinate; la Bmw avrebbe perso il controllo carambolando nell'altra corsia, urtando prima contro la Smart e poi finendo la corsa contro il guard rail, decine di metri più avanti. Uno schianto terribile che ha ridotto la Smart a un mucchio di lamiere accartocciate, con i corpi dei ragazzi incastrati. Subito si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Stradale, vigili del fuoco di Terracina e due ambulanze del 118 del 'Fiorini' per cercare di non lasciare nessuno sull'asfalto. Ma purtroppo Raffaele Vertolomo ha resistito soltanto per poco tempo, spirando in ospedale. Nel frattempo sua moglie veniva trasferita a Latina vista la gravidanzain corso, e purtroppo anche qui mancherebbe il lieto fine. Quanto al rumeno, è ricoverato: se si dovesse scoprire che guidava ubriaco,sulla coscienza avrebbe una famiglia intera.
Morto a causa delle terribili lesioni addominali e craniche che non gli hanno lasciato il minimo scampo. Questo è emerso dall'esame autoptico che nella giornata di ieri il medico legale Maria Cristina Setacci ha eseguito sul corpo di Raffaele Vertolomo, il giovane di Terracina rimasto coinvolto nell'incidente stradale di domenica sera sulla Pantani da Basso. Intanto oggi sarà il giorno dell'addio a Lello con i funerali che si terranno alle 15 presso la chiesa di San Domenico Savio, a Terracina, una chiesa che ci si attende gremita delle tante persone che non vorranno mancare per l'ultimo saluto alragazzo. Naturalmente non ci sarà Margherita Marasca, la sua Margherita, ancora ricoverata al 'Santa Maria Gorett' diLatina, forse ancora all'oscuro della sorte tragica toccata a suo marito. La stessa, purtroppo, che il destino ha riservato alla loro bimba ancora nel grembo della mamma. Una doppia tragedia causata dal rumeno che guidava la sua Bmw dopo aver ingerito una quantità di alcool cinque volte superiore al minimo consentito dalla legge.Comprensibile lo sdegno, la rabbia e la sete di giustizia dei parenti e degli amici della coppia. Riccardo Vertolomo, il fratello di Raffaele, ha rilasciato un'intervista al programma televisivo Matrix,in onda domani sera su Canale 5, dando sfogo al dolore ma anche all arabbia di vive in un Paese dove ancora non esiste il reato diomicidio stradale. ''Come può una persona spezzare un sogno diun'intera famiglia.... Anzi, come dice mio zio Guido, siamo unafamiglia molto numerosa, quindi in un attimo sono state distrutte 150persone...'' ha scritto Riccardo Vertolomo sulla bacheca diFacebook.
La piccolissima Penelepe in una minuscola bara bianca e Lello, il suo papà, in una bara marrone, portati in corteo da amici e parenti tra una folla di gente.Sicuramente questo è stato il momento più toccante del funerale di Raffaele Vertolomo e della sua piccina, le due vittime dell'assurda tragedia che domenica sera si è consumata sulla via Pantani da Basso per colpa di un rumeno che si era messo alla guida della sua macchina completamente ubriaco. Manca Margherita Marasca, che fino a qualche giorno fa si cullava nel sogno felice di essere moglie e tra qualche mese anche madre, e che adesso, invece, giace in un letto d'ospedale senza più la sua Penelope e il suo Lello. ''La rabbia che provate adesso è normale, ma non trasformatela in odio e desideri odi vendetta'' ha detto durante l'omelia don Massimo Castagna,ricordando ai tantissimi presenti come sia dovere di ogni buon cristiano la pratica del perdono. ''Comunque penso che le leggi umane che regolano queste tragedie siano ingiuste-ha continuato il sacerdote-perchè non ripagano mai la persona della perdita che subisce. A un'ingiustizia segue sempre una riparazione, e all'ingiustizia umana può riparare solo la giustizia divina''.Un applauso ha accolto le due bare al loro arrivo in chiesa e tanti altri applausi hanno caratterizzato l'intera funzione funebre.Applausi per quel giovane marito e prossimo papà che chissà quanti progetti in mente aveva per la sua meravigliosa famiglia. Applausi per quell'angioletto strappato alla vita ancor prima di vedere la luce da un destino veramente ingiusto. Gli amici di Raffaele indossavano magliette bianche e rosa con sopra scritto 'Raffaele e Penelope' oppure 'Lello uno di noi'. All'uscita dalla chiesa, palloncini rosa, celesti, bianchi e neri sono stati fatti volare, e anche un cartello che diceva: ''Piccolo angelo, vola in cielo con papà. Vi vogliamo bene''. Al funerale era presente il sindaco Nicola Procaccini, il tenente dei carabinieri Angelo Bello con i suoi uomini, polizia e vigili urbani.
E' stato arrestato. Dopo quattro giorni dalla tragedia che ha provocato sulla Pantani da Basso, uccidento un futuro papà e la sua bambina che non aveva ancora visto la luce, lasciando senza marito e senza figlia una giovane donna, lacerando i cuori di due famiglie, straziando centinaia dipersone, il rumeno è stato arrestato. Fino a ieri pomeriggio la Procura di Latina non aveva ravvisato gli estremi per fermare il 29enne dell'Est perchè sarebbero mancate le esigenze per richiederel'applicazione della misura restrittiva. Una decisione che aveva riempito di sdegno dal primo all'ultimo cittadino,tutti sconvolti e arrabbiati di sapere ancora libero colui che, guidando ubriaco, aveva provocato una vera strage famigliare. Una decisione che aveva spinto Giovanni Delle Cave, vice-presidente nazionale dell'associazione 'Vittime della strada', ad annunciare di voler rispondere a quella che aveva definito un'inerzia cominciando già dai prossimi giorni lo sciopero della fame. Adesso non sarà più necessario farlo visto che nel tardo pomeriggio di ieri il giovane rumeno è stato interrogatato dal gip Tiziana Coccoluto (il magistrato è Gregorio Capasso) e poi rinchiuso nel carcere di via Aspromonte, a Latina. Per lui l'accusa è di omicidio e lesioni colpose con l'aggravante della guida in stato di ebbrezza. Di certo non basterà questo per restituire Lello e Penelope alla loro Margherita, a tutti i parenti e agli amici, ma sicuramente darà un minimo di conforto a chi, dopo la tragedia, si era sentito completamente abbandonato dalle istituzioni e dalla legge, quella legge che ancora non prevede in Italia l'introduzione del reato di omicidio stradale. Quello che Riccardo Vertolomo, il fratello di Raffaele, ha chiesto anche dai microfoni di Matrix, il programma di Canale5 che lo ha intervistato dedicando un'intera puntata alle tragedie che si consumano sulle strade italiane e che spesso restano senza colpevole. Ma la morte di Lello e Penelope un colpevole l'ho avuto fin dal primo istante: si chiama alcool, scorreva a fiumi nel sangue del rumeno e ha distrutto due vite, una ancora molto giovane e l'altra che non ha avuto nemmeno il tempo di assaporare l'abbraccio confortante della sua mamma e del suo papà.
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Cronaca
Pochi bidelli per pulire la scuola, i genitori pagano un'impresa privata.
La scuola non sarebbe il massimo della pulizia,soprattutto i bagni, allora i genitori si auto-tassano per chiamareuna ditta privata che renda l'ambiente scolastico più adatto aibambini. Soprattutto più igienico. Succede nella scuola primaria 'Giovanni Paolo II' di Terracina di cui ultimamente si è giàparlato, una prima volta per i termosifoni mal funzionanti e ibambini al freddo, e poi per la infiltrazioni d'acqua piovana che,attraverso il terrazzo, s'infilavano lungo le pareti e venivano giùa catinelle, finendo nei secchi sistemati lungo i corridoi. E adessoci risiamo: da alcuni giorni le mamme e i papà dei giovani alunniche frequentano la scuola elementare hanno deciso di pagareun'impresa privata che si occupi delle pulizie all'internodell'edificio, integrando quelle solitamente svolte dal personale nonscolastico. Il problema nasce dal fatto che i bidelli sarebbero cosìpochi di numero che non riuscirebbero a garantire quell'ambientepulito, salubre e igienico che ogni genitore pretende di trovarenella scuola del proprio figlio. Figuriamoci quando, come in questocaso, gli studenti sono giovanissimi. E così per ogni bambino èstata decisa una quota che permetterà di raggiungere la sommanecessaria a pagare le pulizie che arriveranno dall'esterno. Ilproblema non riguarderebbe, invece, la parte della scuola dove cisono i bambini della materna visto che si tratta di una zona moltopiù circoscritta che il personale in servizio riesce a pulireadeguatamente. Ovviamente i genitori degli alunni delle elementari sisono detti disponibili a versare la quota, minima richiesta perchiamare l'impresa di pulizie, anche se qualcuno storce comunque ilmuso e pensa che a mantenere una scuola linda e pinta non dovrebberodi certo pensarci i genitori degli alunni.
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Bianca
lunedì 20 febbraio 2012
Porto, senso unico e solo pedoni nel weekend.
Porto di Terracina aperto esclusivamente ai pedoni durante il weekend, eccetto che per i mezzi autorizzati che devono imbarcarsi per le isole oppure accompagnare le persone disabili. A partire dalla metà del prossimo mese ci saranno cambiamenti sostanziali nella viabilità della zona portuale di Terracina. Un'idea che da tempo solleticava il comandante della capitaneria di porto Floriana Segreto e che adesso sta per diventare qualcosa di concreto. Soprattutto dopo il tavolo tecnico organizzato nei giorni scorsi presso la sede della guardia costiera alla presenza della Segreto, dei dirigenti della Regione Lazio e dell’amministrazione comunale. Oggetto dell'incontro discutere della sistemazione e della messa in sicurezza dell’area, oltre che delle novità sul fronte circolazione dei mezzi e caos parcheggio. Salvo altri cambiamenti, a partire dalla metà di marzo sarà istituito il senso unico per tutti i veicoli che percorreranno via della Batteria, proseguiranno verso il molo e poi torneranno indietro verso via Cristoforo Colombo. Questo dal lunedì al venerdì, mentre il sabato e la domenica la zona sarà accessibile esclusivamente ai pedoni. I turisti in procinto di imbarcarsi per Ponza e Ventotene potranno lasciare la macchina nel piazzale Stella Polare dove il Comune dovrebbe avere l'accortezza di far trovare un pulmino che accompagnerà le persone all’imbarco. Nel corso dello stesso tavolo tecnico il tenente di vascello Floriana Segreto ha anche sottolineato la necessità di mettere la zona porto in sicurezza per quanto riguarda i guard rail, l'illuminazione, le buche, oltre all'urgenza di organizzare i lavori necessari per far partire il senso unico e pedonalizzare la zona nel weekend. Ovviamente per far sì che queste novità abbiano effetti soltanto positivi bisognerà trovare contemporaneamente la soluzione per il parcheggio dei mezzi che non potranno più transitare in via del Molo nel finesettimana, pensando anche alle attività commerciali presenti nella zona.
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Bianca
Tentano il colpo, arrestati tre ladri.
Entrano al primo piano di un'abitazione e non trovano nulla da rubare. Si arrampicano al secondo piano ma sul balcone vengono sorpresi dalla padrona di casa che li mette in fuga e dà l'allarme mettendo in azione i carabinieri del Norm che bloccano e arrestano i ladri nei pressi dell'ospedale di Terracina. Si tratta di due serbi e di un tedesco con decine di alias ciascuno e con un curriculum criminale di tutto rispetto. Adesso si trovano rinchiusi nel carcere di via Aspromonte a Latina in attesa del giudizio direttissimo previsto per oggi. L'operazione è scattata giovedì pomeriggio, dopo che il 31enne A.P., il 32enne D.D., entrambi serbi, e il 39enne M.J., di nazionalità tedesca, avevano tentato il colpo in una palazzina di via Panoramica, nella zona del camposanto di Terracina. Mentre uno dei tre aspettava i compari a bordo di una Bmw, pronto a scappare all'occorrenza, gli altri due dovevano mettere in tasca il bottino, il più grosso possibile. Hanno preso di mira una palazzina e sono entrati al primo piano, ma qui non hanno trovato nulla da rubare. Allora si sono arrampicati sul balcone della casa al secondo piano con tutta l'intenzione di entrare, ma da dietro la tenda è comparsa la proprietaria che ha sorpreso uno dei due nell'intento di scassinare la finestra armato di un cacciavite. La donna ha iniziato ad urlare e i malviventi sono subito tornati giù, sono saliti sulla Bmw e sono scappati a tutto gas. Intanto la signora aveva chiamato il marito, che proprio in quel momento stava tornando a casa; lungo il tragitto ha incrociato l'auto dei furfanti e ha fatto in tempo a prendere la targa. Ha allertato i carabinieri e gli uomini del Norm, diretti dal tenente Mario Giacona, si sono subito messi sulle tracce dei tre intercettandoli e bloccandoli nei pressi del 'Fiorini'. Nella macchina nascondevano tutti gli attrezzi del 'mestiere'.
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