mercoledì 8 luglio 2009

Presunti abusi sessuali su un minorenne. In manette un uomo di Terracina.

Violenza sessuale su un minore. Con questa gravissima e bieca accusa da lunedì sera un uomo di 41 anni di Terracina, P.P. le sue iniziali, si trova rinchiuso nel carcere di via Aspromonte, arrestato dalla polizia perché avrebbe abusato di un ragazzino di appena 13 anni. La violenza si sarebbe consumata in un appartamento vuoto che P.P. possiede a Borgo Hermada e dove lunedì pomeriggio avrebbe portato il 13enne di Napoli, adescato nel campeggio dove l’uomo lavora come manovale. A raccontare la terribile storia è stato lo stesso ragazzino una volta ritornato dai suoi genitori, ancora enormemente scioccato. Immediato l’allarme al 113 con l’intervento del personale della volante e della squadra giudiziaria che, dopo aver raccolto la denuncia sporta dalla madre del giovanissimo, sono arrivati a P.P. e lo hanno tratto in arresto. Dai particolari raccontati dalla vittima della presunta violenza emergerebbe una storia da brividi, dove ancora una volta l’adulto si è trasformato in un orco. Il ragazzino stava trascorrendo un periodo di vacanza con la propria famiglia in uno dei tanti campeggi di Terracina. Quello di lunedì doveva essere un pomeriggio come tanti altri, passato a giocare e a scherzare con i propri compagni di vacanza. E a pescare, visto che il 13enne sarebbe un appassionato della pesca. Probabilmente P.P. l’aveva sentito dire, fatto sta che proprio con la scusa di mostrargli le sue canne da pesca sarebbe riuscito a convincere il giovane ad allontanarsi dal campeggio e a seguirlo con lui in macchina. L’amico simpatico e scherzoso che, piano piano, si trasforma in un mostro. P.P. avrebbe portato il ragazzino in un suo secondo appartamento a Borgo Hermada, desolatamente vuoto. Lì, secondo il racconto che il 13enne ha fatto ai genitori e alla polizia, si sarebbe consumata la violenza. L’uomo di Terracina lo avrebbe ripetutamente palpeggiato arrivando a masturbarlo, buttandosi addosso a lui svariate volte. Poi, come tutto sarebbe cominciato, tutto sarebbe finalmente finito. P.P. avrebbe riportato il giovane al campeggio. Forse contava sul suo silenzio, e invece il 13enne ha sentito il bisogno, e ha avuto anche il coraggio, di sfogarsi con la mamma. Immediati i soccorsi. Il ragazzo è stato portato al pronto soccorso del 'Fiorini' dove i sanitari hanno escluso che ci fosse stata la penetrazione e lo hanno dimesso. Sempre dal racconto fornito dal ragazzo, i poliziotti sono arrivati a P.P. che nel frattempo era tornato nella sua casa a Terracina, dove lo aspettava la moglie incinta e i tre figli. Per lui si sono aperte le porte del carcere di Latina.

lunedì 6 luglio 2009

Iniziativa spontanea per salvare la chiesa dell'Annunziata dall'oblio. Al lavoro un gruppo di giovani pieni di passione.


Quando la passione per l’arte e l’amore per le bellezze della propria città spingono a realizzare con entusiasmo qualcosa di veramente speciale, per sé per gli altri. E’ quanto sta avvenendo di recente all’interno della chiesa dell’Annunziata, a Terracina, importante centro cristiano fuori le mura della città nel periodo medioevale. L’edificio risalente al XIII secolo e costituiva la chiesa parrocchiale del borgo fuori Porta Albina. Nata come luogo originario del culto locale della Madonna del Carmine, la chiesa ha avuto momenti di oblio e, a parte alcuni restauri eseguiti nel ‘700, è praticamente abbandonata da quasi tre secoli in attesa di un restauro generale. "L’ex-chiesa riporta anche importanti testimonianze sulle tecniche di riuso di materiali provenienti da epoche diverse, tipiche delle maestranze medievali: sono ancora visibili, sia all’interno dell’edificio che all’esterno, resti di epoca romana letteralmente riciclati" spiega Salvatore Carnevale, uno degli artefici dell’intervento che si sta concretizzando dopo anni. Per mettere mano all’iniziativa Salvatore ha allertato l'Archeoclub di Terracina che ha ufficialmente presentato la richiesta all'ufficio tecnico su in Comune, con allegato il progetto di una cooperativa di Roma che opera nel settore. E finalmente tutti al lavoro: Salvatore, Emiliano Antonelli della ditta romana, Franco Caprio e il figlio Luca che hanno pensato all’attrezzatura e al trasporto, con il ponteggio messo a disposizione da Fabio Alla. I primi interventi hanno riguardato la sistemazione della rete anti-piccioni sulla finestra principale della facciata, responsabili dei gravissimi danni al tetto di legno costruito nel 1989. Pregevoli i tesori artistici nella chiesa: "C’è una bellissima figura recante un volto di pregevole fattura, forse femminile- spiega Salvatore Carnevale- E’ un rarissimo esempio di tecnica pittorica medievale scampata al declino, insieme ad altri importanti affreschi, che rischia di essere perduta per sempre, senza una tempestiva azione di restauro". Il locale, data la sua posizione centrale e l’ottima acustica, dovrà diventare un importante centro pubblico di aggregazione. "Il nostro umile impegno, fatto di piccoli interventi alla portata del cittadino medio, vuole riportare all’attenzione della comunità un bene che le appartiene. Il recupero della chiesa dell’Annunziata è un sogno che comincia a prendere piede. Aiutateci a realizzarlo, basta ritrovare solo un po’ di senso civico".

Gli amici del panda si propongono come salvatori dei parchi comunali di Terracina.

Un’ancora di salvezza per evitare la fine ingloriosa e immeritata dei parchi comunali di Terracina. A proporla è il Wwf cittadino che ''si offre per sostenere con la propria competenza e il provato e trasparente disinteresse, i gruppi e le associazioni che abbiano a cuore l’ambiente naturale e il bene dei cittadini cui venga affidata la cura delle diverse aree verdi'', dichiara Giovanni Iudicone. Anche perché il Wwf ormai da più di un decennio gestisce in convenzione con l’amministrazione comunale, dal punto di vista naturalistico e dell’accoglienza dei visitatori, il Parco della Rimembranza, allora chiuso da più di venti anni e completamente abbandonato.''Grazie all’opera competente e completamente gratuita del professore Selvaggi, socio Wwf, il parco è stato restituito alla piena fruizione da parte dei cittadini e sta conoscendo uno splendore che forse non gli è mai appartenuto''. E allora perché non farlo anche con le altre aree verdi della città? ''L’obiettivo della nostra associazione-aggiunge Iudicone- è operare affinché l’uomo viva in armonia con la natura ed è per questo che ci si è sempre battuti, anche localmente, per la difesa del mare, delle montagne e delle aree verdi, ed è per questo che siamo solidali con quei cittadini che si battono per difendere il diritto a vivere in modo sostenibile la loro città frequentando le aree verdi insieme a figli e nipoti''. ''La chiusura dei parchi pubblici, la loro trasformazione in parcheggi o alberghi ci ha privato dei diritti fondamentali di cittadinanza anche attraverso lo strumento, troppe volte abusato, della variante al PRG. La trasformazione in parcheggio del parco del Montuno, segna l’apice di scelte burocratico amministrative contrarie agli interessi popolari e inefficaci dal punto di vista della mobilità. L’effetto sarà soltanto quello di intensificare il traffico in una zona già naturalmente compressa tra lungomare, canale e porto''. Il Wwf chiede ''all’amministrazione comunale il rispetto della legalità, l’adozione concreta del piano di azione di Agenda 21 approvato in consiglio e di provvedere alla tutela dell’ambiente e ad una migliore qualità di vita per i cittadini, cominciando con il riaprire tutti i parchi storici e garantendone una gestione corretta''.

domenica 5 luglio 2009

Parchi chiusi: di nuovo in strada la protesta dei cittadini.Raccolte già 500 firme.



L’avevano fatto già a maggio, e ora sono tornati in strada forti delle 500 firme raccolte in 20 giorni di petizione popolare. Sono le mamme e i papà, le nonne e i nonni, i visitatori e i bambini che tornano a ripetere al sindaco di Terracina e all’intera amministrazione di ridare indietro i parchi 'scippati' all’utenza. Su uno dei cartelli appesi ieri pomeriggio sul cancello di Villa Tomassini c’era scritto ''Sindaco, dicci dove andiamo a giocare?'' mentre i ragazzini facevano un grande girotondo nel piazzale del parcheggio antistante il giardino. E già, perché loro attualmente sono 'abusivi' di quel parco e di tutte le aree verdi comunali chiuse rimaste senza custodi. Inevitabile, dunque, che prima o poi la rabbia di grandi e piccini esplodesse poiché si sentono vittime di un sopruso con la 's' maiuscola. ''Vogliamo riprenderci questo e tutti gli altri parchi e restituirli ai bambini, innanzitutto, ma anche a tutti noi perché è un nostro sacrosanto diritto- ha parlato per tutti una portavoce- Ci siamo riuniti in un comitato per portare avanti una protesta costruttiva e apolitica affinché le nostre ragioni non si disperdano''. Anche ieri pomeriggio gli 'abusivi' si sono intrufolati attraverso il cancello che dà su viale Europa che, guarda il paradosso, resta soltanto appannato, anche di notte. I due cancelli che affacciano sul lungomare sono stati, invece, chiusi con il lucchetto ''per motivi di sicurezza'', come si legge su un cartello a firma dell’amministrazione comunale. Un altro disagio, dunque: se prima bastava attraversare il parco per uscire su viale Circe, ora tocca fare un giro più lungo. ''E a noi anziani e agli invalidi chi ci pensa?'' si chiedeva ieri un signore. Già, chi? Tra l’altro corre voce che nei prossimi giorni richiudano di nuovo per bene anche l’altro cancello, anche negli orari di ricevimento degli uffici comunali lì dislocati. Solidali con gli utenti il Wwf e Città Partecipata. La raccolta firme terminerà il 15 luglio. Subito dopo quelle decine di foglie raggiungeranno prefetto, sindaco e altri ancora.

Dal 'Fiorini' spariscono alcune sonde ecografiche. Senza soluzione il problema della sicurezza nell'ospedale.

Diverse sonde ecografiche sparite dal reparto di radiologia dell’ospedale 'Fiorini' di Terracina. Del caso se ne stanno occupando i carabinieri. La scoperta del furto risale ad alcuni giorni fa, mentre il problema dell’assenza di una qualsiasi forma di sorveglianza, umana e no, nei corridoi dell’ospedale cittadino purtroppo mantiene sempre la sua attualità. A volatilizzarsi nel nulla sono state un paio di sonde di quelle usate per le ecografie rettali. Strumenti di un certo valore commerciale, che si aggirerebbe intorno al migliaio di euro se non qualcosa in più. Di certo ancora più alto il loro valore in termini di utilità, visto il gran numero di utenti che quotidianamente si rivolgono al 'Fiorini' per usufruire dei suoi servizi sanitari. E’ probabile, ma non sicuro al cento per cento, che il furto sia stato messo a segno nel corso della nottata. Di certo c’è che il pomeriggio precedente alla scoperta, il personale ricorda perfettamente la presenza delle sonde. La mattina dopo, invece, non erano più al loro posto. Facile pensare che i ladri si siano intrufolati nottetempo, anche se questo farebbe risaltare ancora di più la 'debolezza' delle difese dell’ospedale di Terracina. Un conto è entrare nell’androne, scassinare i distributori di cibo e bevande che sono a portata di mano, scendere al piano terra e svuotare gli estintori sul pavimento o aprire le pompe. Altra cosa, invece, riuscire ad accedere in quelle zone dell’edificio che, sorveglianza o meno, dovrebbero essere davvero off limits. Tra le altre cose, sembra che nessuna serratura del reparto di radiologia sia stata ritrovata forzata (ma nei giorni scorsi diversi medici avrebbero provveduto a far sostituire le serrature delle proprie stanze con delle nuove). E così subentra anche l’altra ipotesi secondo la quale gli ignoti responsabili del furto hanno agito in pieno giorno, magari approfittando di un momento di grossa confusione del personale medico e infermieristico. Qualcuno che, comunque, deve essere andato a colpo sicuro, sapendo più che bene cosa prendere e dove prenderlo. Cosa farne poi delle sonde? Quasi certamente piazzarle al miglior offerente. Altrimenti resta un’altra risposta, forse la meno piacevole: il tentativo mirato di creare disagi alla struttura.

Circolo Eleuterìa: ''Quella per il tribunale deve essere una battaglia di tutti".

Dopo il gruppo consiliare del PD, anche il circolo 'Eleuterìa' interviene sui disagi all’interno del tribunale di Terracina. ''La situazione è davvero difficile non solo per i problemi strutturali dello stabile, ma soprattutto per la preoccupante carenza di organico già esistente che si aggraverà nei prossimi mesi'' dichiara il portavoce Emilio Marigliani. ''Vediamo con favore l’iniziativa del PD di istituire un tavolo tra i Comuni e le associazioni forensi di Terracina e Fondi, ma crediamo che questo non sia sufficiente perché il mal funzionamento della giustizia è una questione che riguarda tutti e, quindi, ogni elemento della società deve esserne interessato''. Secondo 'Eleuterìa', è necessario ''coinvolgere, con forza, i parlamentari e i consiglieri regionali e provinciali espressione di questo territorio, affinché si impegnino a tutelare un diritto fondamentale quale quello della corretta amministrazione delle giustizia''. ''Costoro diano finalmente prova di comprendere che la gente non è una massa informe da corteggiare soltanto durante le campagne elettorali- continua Emilio Marigliani- E’ a loro che rivolgiamo un appello, affinché dimostrino di tenere al nostro territorio almeno quanto dicono di amarlo prima delle competizioni elettorali''.

Piano Antenne a Terracina: la battaglia dell'opposizione.

Nel dicembre 2005 i residenti di 'Riva delle Margherite', a Terracina, iniziarono una protesta contro l’installazione di un ripetitore cellulare a due passi da casa. Fu l’inizio di una battaglia che forse solo nei giorni scorsi si è conclusa con l’approvazione in consiglio comunale del cosiddetto 'Piano Antenne'. Eppure, subito dopo le prime proteste dei cittadini riuniti in comitati contro il mercato selvaggio dei ripetitori, anche l’opposizione era intervenuta con specifiche mozioni. Soprattutto le due del dicembre ‘05 e del luglio ‘07 che il consiglio comunale aveva approvato all’unanimità, impegnando sindaco e giunta a predisporre un regolamento per l’installazione e l’esercizio degli impianti per la telefonia cellulare, mirando a salvaguardare la salute dei cittadini. Altro tempo ancora doveva passare prima che quegli impegni diventassero realtà (nel consiglio comunale del novembre 2007 il regolamento, approvato dalle commissioni consiliari I e IV, all’ultimo momento era stato ritirato), e ancora nel giugno ‘08 i consiglieri Antonio Bernardi e Vincenzo Coccia in una lettera constatavano l’evidente ritardo accumulato chiedendo di convocare urgentemente le commissioni competenti. Morale della storia: il regolamento è stato approvato nell’ottobre ‘08 e il piano nel luglio ‘09. ''Se le nostre mozioni avessero avuto subito applicazione- dichiara il capogruppo del PD Antonio Bernardi- avremmo risparmiato tempo prezioso evitando che spuntassero altre antenne''.

sabato 4 luglio 2009